Come Aumentare lo Stipendio Netto Senza Tasse: La Nuova Soglia dei Buoni Pasto
24/01/2026

Tempo di lettura stimato: circa 3 minuti
Quante volte ti sei trovato in questa situazione: vuoi dare un aumento ai tuoi collaboratori, vuoi premiare il merito, ma ti fermi davanti alla calcolatrice. Perché? Perché sai benissimo che per mettere 100 euro netti in tasca al tuo dipendente, all'azienda ne costano quasi il doppio tra tasse e contributi.
È il classico "cuneo fiscale" che frena la crescita e l'entusiasmo.
Ma se ti dicessi che esiste un modo per erogare valore senza pagare tasse su quell'importo, e che dal 2026 è diventato ancora più conveniente?
Sto parlando dei buoni pasto elettronici. La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha cambiato le carte in tavola, e se non ne approfitti, stai letteralmente lasciando soldi sul tavolo
La novità: il "tetto" sale a 10 euro
Fino a poco tempo fa, le soglie di esenzione erano diverse. Oggi, la nuova normativa ha innalzato la soglia di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto elettronici fino a 10 euro giornalieri
Attenzione alla differenza:
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Buoni cartacei: restano esenti solo fino a 4 euro
. -
Buoni elettronici: esenti fino a 10 euro
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Questo significa che puoi erogare fino a 10 euro al giorno per ogni dipendente, e su quella cifra non paghi contributi INPS e non paghi IRPEF
Facciamo i conti in tasca alla tua azienda (Esempio Reale)
Le parole sono belle, ma i numeri non mentono mai. Prendiamo un esempio pratico calcolato su un operaio livello CS (CCNL Legno e arredamento)
Immagina di voler dare un premio annuo di 2.400 euro a questo dipendente. Hai due strade:
Strada A: Il Superminimo (Aumento in busta paga)
Decidi di erogare 2.400 euro lordi come superminimo.
Essendo retribuzione ordinaria, ci paghi sopra tutti i contributi.
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Costo totale annuo per l'azienda: 29.491 euro
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Strada B: I Buoni Pasto Elettronici
Decidi di erogare gli stessi 2.400 euro sotto forma di buoni pasto.
Essendo esenti (entro i limiti di legge), non ci paghi i contributi sopra.
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Costo totale annuo per l'azienda: 28.591 euro
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Il Risultato?
Scegliendo la strada B, hai risparmiato 900 euro all'anno per singolo dipendente.
In percentuale, hai ottenuto un risparmio del 4% sul costo del lavoro complessivo
Moltiplica questo risparmio per 10, 20 o 50 dipendenti. Cominci a vedere il potenziale?
Perché conviene a te (e piace a loro)
Oltre al risparmio matematico, c'è un vantaggio fiscale diretto: per il datore di lavoro, i buoni pasto sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa (se erogati alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee)
Per il dipendente è un vantaggio enorme: riceve un potere d'acquisto reale per la spesa o la pausa pranzo, totalmente esentasse. Niente trattenute in busta paga su quell'importo
Le regole del gioco (poche ma importanti)
Per far sì che tutto questo funzioni, devi rispettare alcuni semplici paletti:
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Non sono denaro contante: Non possono essere convertiti in soldi, né venduti
. -
Il limite dei 10 euro: Se superi i 10 euro giornalieri col buono elettronico, l'eccedenza viene tassata
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Smetti di pagare più del dovuto
L'imprenditore intelligente non è quello che paga meno, ma quello che paga meglio.
Utilizzare gli strumenti di welfare come i buoni pasto elettronici ti permette di aumentare il potere d'acquisto dei tuoi collaboratori abbattendo il cuneo fiscale.
La Legge di Bilancio 2026 ti ha servito un assist perfetto portando l'esenzione a 10 euro. Ora sta a te fare gol.
Vuoi capire esattamente quanto potresti risparmiare nella TUA azienda applicando questo sistema? Non basarti su esempi generici, facciamo i calcoli sui tuoi numeri.
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